Raccolta di Testi e Poesie della classe 1^E a.s. 05/06 e 2^E a.s. 06/07
coordinatrice Prof. Enrica Lieta

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relazioni:
poesie:

Chi siamo?
Una mattina di settembre, nella grande aula magna dei Liceo Caravaggio... <<classe 1^E: ... Castelli Susanna! Quaia Federico! Squaiella Caterina! Testoni Elita! Vitali Sara!...>>
Così l'anno scorso si è formata la nostra classe, l'allora 1°E. Venivamo tutti da realtà diverse, città dìverse e scuole diverse: ma eravamo accomunati da una passione: l'arte, che ci ha portato a scegliere questa scuola.
Giorno per giorno ci siamo conosciuti e abbiamo fatto amicizia ... forse troppo.
Ogni occasione era buona per approfittare di alcuni professori sprovveduti, e fare caos.
E trascorso un anno, tra alti e bassi, tra quotidianità scolastica e rari eventi eclatanti.
Il tempo è passato velocemente e ci siamo ritrovati a scontrarci con le bocciature.. Bene o male eccoci tutti qui: in seconda.
Tra compagni lasciati e nuovi arrivati siamo rimasti in 20.
Siamo talmente maturati rispetto all'anno passato che finalmente ci siamo meritati una gita di una settimana a S.Caterina Valfurva.
Al ritorno a scuola dopo la gita ci siamo trovati più uniti e complici di mille avventure sulla neve.
Ora l'anno sta volgendo al termine e per via delle scelte d'indirizzo, ognuno di noi prenderà strade diverse e verremo divisi. Alcuni di noi probabilmente saranno ancora in classe insieme, ma comunque non esisterà più una 2^E con noi, tutti noi.
In questi due anni abbiamo condiviso gioie e dolori, felicità e rancori, ma tirando le fila possiamo dire che è stato bello passare insieme questi anni della nostra vita.
Due anni nei quali ognuno di noi è cresciuto e ha imparato a rapportarsi con gli altri e con se stesso, ma soprattutto a collaborare in gruppo.
Castelli Susanna
Quaìa Federico
Testoni Elita
Vitali Sara
Squaiella Caterina
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Uscita didattica al "Dialogo nel buio"
Il giorno 12 Gennaio, noi con la nostra insegnante di lettere Lieta, siamo andati alla mostra "Dialogo nel buio".
L'obbiettivo della visita era riuscire a vivere e a provare le sensazioni di un non vedente.
Per facilitare il lavoro della guida siamo stati divisi in gruppi, ognuno dei quali entrava nel percorso ogni trenta minuti circa, inoltre per guidare i nostri movimenti ci hanno consegnato un apposito bastone da legare al polso. Non ci aspettavamo che il buio fosse così intenso e nemmeno di riuscire a cogliere il vero senso di quella mostra.
All'inizio ci sentivamo sperdute, incapaci di orientarci e un po' impaurite.
Il percorso iniziava con un corridoio, in cui la luce degradava pian piano, fino a diventare buio assoluto.
La mostra era divisa in cinque ambienti.
Superato il corridoio si entrava in un parco, nel quale abbiamo incontrato Claudia, la nostra guida. Era possibile riconoscere gli alberi, il canto degli uccelli, il rumore dell'acqua ed i vari profumi delle piante; Claudia ci aiutava in questo e ci suggeriva di utilizzare il tatto per riconoscere i vari tipi dì vegetazione.
Successivamente siamo andate sul molo per poi imbarcarci. Si sentivano il vento e gli schizzi d'acqua, che facevano sembrare questo piccolo viaggio molto realistico, grazie anche all'oscillazione dell'imbarcazione.
Siamo quindi approdate, per poi entrare in un ambiente molto accogliente: una casa. Coi tatto abbiamo individuato le immagini rappresentate nei quadri, oggetti casalinghi come il telefono, vari mobili e sfogliato libri scritti in brail.
All'uscita da questo ambiente siamo entrate nella caotica città; vicino a noi c'erano dei veicolì tra cui una moto, una "panda", un furgone e, in lontananza, sì sentiva il rumore dei traffico. Lungo il marciapiede c'erano una casella postale e una cabina telefonica, più avanti il mercato, nel quale è stato possibile prendere alcuni frutti e ortaggi da una bancarella. Infine ci siamo riunite attorno ad un tavolo dì un bar per discutere dell'esperienza appena terminata.
Ognuna di noi ha espresso la propria convinzione sull'utilità di questa esperienza didattica.
Con questa visita abbiamo infatti potuto capire che le gioie della vita si possono apprezzare anche essendo non vedenti e soprattutto ci siamo resi conto di come privilegiamo alcuni sensi (come la vista e l'udito) trascurandone altri molto importanti con cui si possono provare nuove ed intense sensazioni. Il tatto per esempio, o l'olfatto ci sono stati fatti apprezzare meglio dalla nostra guida dall'inizio della visita, quando eravamo completamente smarrite nel buio...
Rotella Chiara
Balestrieri Laura
Cozza Sabrina
Gad Valentina
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Uscita didattica alla Scala di Mìlano
Mercoledì 27 settembre, noi studenti della 2^E siamo andati al Teatro alla Scala di Milano per assistere alle prove generali di un concerto, con le musiche di Stravinsky, tratte dall'opera "L'uccello di fuoco".
Gli obiettivi principali di questa uscita erano: visitare e infirmarci sul Teatro alla Scala e sul suo recente restauro, assistere alle prove di un concerto musicale e iniziare un primo approccio all'ascolto musicale, collegandoci al programma di lettere sulla poesia.
Per non arrivare impreparati al concerto, a scuola abbiamo partecipato ad una seduta musicale e informativa su Stravínsky: in collaborazione con un professore della nostra scuola, esperto del campo musicale, abbiamo ascoltato dei brani tratti dall'opera "L'uccello di fuoco" ed anche dei maestro di Stravinsky: Rimskji‑Korsakov.
Un altro allievo di Rìmskji‑Korsakov fu Ottorino Respighi e, ascoltando dei brano tratti dall'opera "Pini di Roma", abbiamo confrontato i due compositori per trovare le differenze e le somiglianze neì loro pezzi, tutti realizzati con gli insegnamenti di Rimskji‑Korsakov.
Il giorno dell'uscita, per raggiungere il teatro abbiamo preso i mezzi e ìn breve eravamo davanti all'ingresso. L'attesa dell'apertura delle porte è stata piuttosto lunga e stacante, ma alla fine, quando hanno aperto, siamo stati catapultati in una dimensione surreale, ma parallela alla realtà: sembra incredibile come due mondi così diversi possano esistere in una città caotica come Milano. L'ingresso con tutti gli secchi, il foyett ricoperto di raso rosso sono così eleganti che sembra di poter vedere le donne e i loro accompagnatori, con abiti di stoffa pregiata, attendere l'inizio dello spettacolo, mentre chiacchierano e conversano.
E' stato molto emozionante accomodarsi sui tipici ed elegantissimi palchi dei teatro: le sedie e le pareti erano ricoperte di raso rosso, per rendere ancora più preziosa la veduta totale dei teatro: bellissimo, con il lampadario dì cristalli e le maschere con il costume tradizionale.
L'orchestra e il direttore d'orchestra sono stati favolosi, nonostante le varie correzioni dei direttore. Il direttore riusciva a rendere fluidi e omogenei così tanti suoni che sembrava avesse fatto un incantesimo agli strumenti.
Il programma prevedeva l'introduzione alla fiaba, con musiche soavi; lo svolgimento della vicenda, cioè l'arrivo dei mago Katscei, la cattura dell'uccello dì fuoco da parte di Ivan, fino alla morte dei mago; e il finale, con la sparizione dei palazzo e la dissoluzione delle stregoneríe dei mago.
L'esecuzione è stata meravigliosa e molto emozionante: sembrava di poter vedere la fiaba animarsi, nonostante si sentissero solo suoni e non parole. La fantasia era liberadi rielaborare la musica a suo piacimento, come meglio credeva e questo era estremamente rilassante e anche interessante, perché l'ascoltatore poteva cogliere tanti messaggi e interpretarli. Ritengo che sia stupefacente come la musica, a volte, possa comunicare pìù concetti rispetto alla parola, utilizzando strumenti ricavati da legno e parti animali e senza l'intervento della tecnologia a cui siamo tutti abituati.
E' stato strano poi il ritorno alla confusione e alla vita movimentata di Milano, dopo aver passato due ore in un'altra dimensione.
Questa esperienza è stata positiva e gli obiettìvi sono stati raggiunti, anche se i brani si sarebbero potuti apprezzare meglio se non ci fossero state tante interruzioni dei direttore.
E' raro avere la possibilità di ascoltare la musica classica dal vivo, e quando si presentano opportunità dei genere credo che sia meglio non sprecarle e, magari, continuare individualmente questo percorso, alla scoperta della musica e dei suoi messaggi.
Laura Balestrier
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S.Caterina Valfurva: la gita
Fìnalmente il giorno tanto atteso è arrivato: il 5 febbraio 2007 la 2^E, insieme alla 3^B, si è diretta verso le bianche e candide piste da sci di S. Caterína Valfurva.
Tutto è cominciato con il divertente viaggio sul pullman, sul quale è avvenuta la visione di un film "comico", particolarmente gradito alle prof..
Per il rispetto delle regole degli automobilisti, il conducente ha decìso di fermarsi per fare una piccola pausa, durante la quale i ragazzi hanno approfittato per rifoccilarsi.
La meta era vicina e la voglia era tanta, ma al momento dell'arrivo nessuno era consapevole di ciò che sarebbe accaduto pochi giorni dopo...
Così tutta allegra e felice, la mandria (considerati animali dal prof. di scienze, che si è ritirato pochi giorni prima della partenza, perché sospettoso riguardo ciò che sarebbe successo ‑TRADITORE!‑)
ha preso possesso delle stanze assegnatele.
E mentre tutti attendevano il fatidico momento della visione di Mr. Finzi ( ormai per tutti "Phill" in senso affettuoso) nelle sue gesta eroiche da sciatore, la "ciurma" si preparava ad affrontare le montagne e i loro pericoli.
La sera, per sfuggire al sonno opprimente, i ragazzi hanno insistito per andare a pattinare sulla "maestosa" pista da ghiaccio di S. Caterina, tatticamente situata davanti all'albergo; e lì si è potuto assistere alle devastanti, ma pur sempre graziose, scivolate della prof. Lieta, la quale ha reagito con molta classe, come sempre dei resto!
Doveva arrivare, ed è arrivato: l'avventura ha avuto inizio, ma subito la sfortuna si è abbattuta sulla truppa: una colonna portante della 30B ha dovuto abbandonare la "corsa" a causa della tragica rottura di un polso; ma la giornata non è finita qui: dopo una lunga e stremante sciata, due elementi un po' suscettibili non hanno più trovato le loro valigie e i loro oggetti di valore, e di conseguenza hanno reagito in modo forse un po' esagerato. Ma tutto si è concluso per il meglio, e loro hanno anche guadagnato una camera migliore.
Ma proprio quando tutto sembrava essere normale, un VIRUS molto potente, presente nell'aria, ha colto tutti di sorpresa, colpendo la maggior parte degli studenti senza lasciare tregua.
Era talmente violento che ha abbattuto le difese immunìtaríe delle grandi prof., e addirittura anche quelle di Ungaro, l'uomo più potente sulla faccia ‑della terra, dopo Chuck Norris.
Per questo contrattempo inaspettato le alte vette innevate sono rimaste abbandonate: il virus ha costretto tutti ad ammuffire neì loro letti infetti.
Ebbene sì, la gìta sembrava essere giunta alla sua fine, ma per fortuna il giorno seguente, grazie alle magiche e stupefacentí medicine amministrate da "mago merlino", per tutti il dottore, le persone infette sono inaspettatamente tornate sulle piste.
Così tutto è ricominciato; il mondo è tornato nuovamente a girare nel verso giusto; e nei due giomi seguenti tutto sembrava avere la parvenza di una gita vera: peccato che presto tutto sarebbe finito.
L'ultimo giorno è arrivato: i nostri protagonisti hanno dovuto abbandonare le loro camere, e anche se non hanno dormito per tre giorni, hanno resistito fino all'ultimo.
E come in ogni favola che si rispetti, tutti furono felici e contenti.
Riccardo D'ariano
Edoardo Finzi
Andrea Grossi
Alessandro Zimbelli
Martina Zinetti
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Una giornata sportiva: anzi, sportivissima
La nostra scuola, come ogni anno, ha organizzato la giornata sportiva.
Le gare si sono svolte al centro sportivo Giuriati il 20 aprile 2007, e tutti gli studenti avevano la possibilità di partecipare; ma nonostante questa iniziativa, molti ragazzi non hanno aderito, tirandosi indietro.
Fortunatamente ci ha attesi una bella giornata calda e luminosa, e già dalle 9.00 dei mattino l'atmosfera sembrava piacevole.
Dopo esserci preparati e riscaldati, ci siamo organizzati e divisi in base alle discipline: c'era chi si preparava al lancio dei peso, chi scaldava i muscoli in preparazione alla gara di resistenza e ai 100metri; e chi invece attendeva il proprio turno per il salto in alto e quello in lungo.
I rimanenti collaboravano con i professori ad organizzare le gare, oppure seguivano dalle tribune i compagni impegnati nelle loro specialità.
In particolare la nostra classe ha partecipato a varie discipline, trascurando i salti, e in ogni gara ha trionfato ottenendo risultati eccellenti.
Nel lancio dei peso femminile Chiara Rotella si è riconfermata al primo posto, surclassando ì partecipanti, mentre in quello maschile sì è imposto Davide Rizzi, grazie alla sua "devastante" forza venuta fuori proprio nel momento più importante.
Per quanto riguarda i 100 metri femminili, ancora una volta la nostra Chiara Rotella ha conquistato la medaglia d'oro; ma nella categoria maschile la 2^E non é stata da meno: Alessandro Zambelli ha staccato con successo i suoi temibili avversari.
Nonostante queste quattro medaglie d'oro la giornata riservava per noi qualche altro successo, tra i quali il bronzo nella resistenza e i due bronzi nelle staffette sia femminili che maschili: Martina Zinetti ha ottenuto il terzo posto nei 1000 metri, mentre per quanto riguarda le staffette, la componente femminile della 20E era rappresentata da Beatrice Urrazza, Sara Vitali, Chiara Rotella e Martina Zinetti, e insieme sono riuscite a conquistare un meritato terzo posto.
Invece il gruppo dei ragazzi era composto da quattro colonne portanti: Davide Rizzi, Matteo Cerri, Fulvio Bacchiega e Alessandro Zambelli; anch'essi si sono piazzati sul gradino più basso del podio.
E anche se nelle ultime gare la 20E non ha primeggiato, è stata la classe che ha conquistato sul "campo di battaglia" il numero più alto di medaglie, dimostrandosi di gran lunga superiore alle altre classi.
Riccardo D'ariano
Edoardo Finzi
Andrea Grossi
Alessandro Zimbelli
Martina Zinetti
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Tema sull'educazione ambientale
E’ giusto che la famiglia, o comunque la società in generale, educhi i bambini fin da piccoli al rispetto dell'ambiente in cui vivono.
E questa credo sia un'educazíone basilare, che ognuno deve avere per poter condividere uno stesso luogo con altre persone: infatti molto più spesso i luoghi meno rispettati sono quelli pubblici, in cui la gente bada meno alla pulizia o, peggio ancora, se "ne frega" e getta i suoi rifiuti per terra, o comunque dove è meno opportuno.
Questo menefreghismo secondo me è dovuto ad una scorretta educazione: il principio di ciò è dovuto al fatto che i genitori ti insegnano prima di tutto a rispettare casa tua, trascurando molto dì più l'educazione al rispetto di ciò che è di tutti.
E’ proprio questa la cosa grave: ognuno pensa prima a se stesso e in secondo luogo, se proprio va bene, agli altri; nei luoghi pubblici il rispetto è minore perché poi la pulizia e la manutenzione delle cose non spetta a coloro che hanno provocato i danni.
E forse questa scarsa attenzione e sensibilizzazione è dovuta, oltre che all'educazione famigliare, anche alla società, la quale organizza sì qualche manifestazione e qualche campagna, ma non ha mai punito in modo severo, attraverso multe salate, le trasgressioni della gente nei confronti della natura; cosa che invece accade in paesi stranieri, non molto lontani dall'Italia, come ad esempio la Svizzera.
C'è però da dire che ultimamente la società di Legambiente ha organizzato un progetto di sensibilizzazione al rispetto della natura, coinvolgendo numerose scuote, tra cui anche la mia.
Quasi due settimane fa la nostra scuola ha aderito all'iniziativa "scuole pulite 2006 , che consisteva nell'eseguire in ogni aula della scuola una raccolta differenziata per i rifiuti, nel tenere puliti banchi e muri di ogni classe, e nel dare un contributo alla pulizia dei cortile.
A questa iniziativa hanno partecipato tutti i componenti della scuola, dagli studenti aì professori e al personale non docente: ognuno ha dato il suo contributo per portare a termine il progetto.
Sicuramente Legambiente ha trovato un modo carino e simpatico per sensibilizzare, in particolare noi studenti, ma anche il resto delle persone, al rispetto dell'ambiente in cui ogni giorno trascorriamo tante ore della giornata.
Credo che questo tipo di progetti vadano pensati più spesso e organizzati per tutti, perché ognuno deve imparare a non trascurare i luoghi che ogni giorno migliaia di persone frequentano: non solo la scuola, ma anche le stazioni metropolitane, gli uffici e soprattutto le strade; i luoghi in cui si trovano le maggiori sporcizie e la più grande quantità di rifiuti... perché i cestini quando fa comodo diventano invisibili, e pur di non fare venti metri in più, la gente butta per terra, senza rendersi conto dei suo gesto.
Mi piacerebbe tanto un giorno uscire di casa serena, senza dover stare attenta a non calpestare una cicca o quant'altro, e vedere le persone che, orgogliose di quello che stanno facendo, gettano i loro rifiuti nei cestini; perché non c'è cosa più bella che vivere in un mondo pulito e realmente rispettato.
E per fare ìn modo che questo accada è necessario che ognuno metta da parte il proprio egoismo e inizi a pensare anche agli altri.
Martina Zinetti
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Tema sul medioevo
Il Medioevo, età di mezzo, è un periodo storico che "divide" l'Era Antica da quella Moderna. Oltre a dividere due periodi di storia; anch'esso è suddiviso in due: ALTO MEDIOEVO e BASSO MEDIOEVO.
L'alto Medioevo è il più antico, ed ha inizio simbolicamente nel 476 d.c., con la caduta dell'impero Romano di Occidente, a causa delle incursioni barbariche.
Diverse tribù barbariche si insedíarono nel territorio Romano ed iniziarono così una serie infinita di guerre. In questo periodo, infatti, guerre, battaglie e invasioni erano il pane quotidiano e proprio per questi motivi la società subì dei contraccolpi che influenzarono la vita quotidiana della popolazione.
Quest'ultima ne risenti molto anche perché le principali risorse economiche vennero destinate agli eserciti; mentre le risorse agricole scarseggiavano sempre più a causa di due ragioni fondamentali.
Primo, perché gli invasori "distruggevano" e saccheggiavano le terre e secondo perché benché alcuni campi rimanessero "salvi" da queste razzie, si produceva poco, perché mancavano tecniche agricole adeguate.
L'Alto Medioevo si può ipotizzare concluso nel 1000 d.c., anno in sui si verificarono riprese e innovazioni sul piano economico e tecnico.
Da questa data indicativa iniziò il periodo definito "Basso Medioevo". Grazie alla rivoluzione economica e alle innovazioni tecniche si verificò un aumento demografico che causò nuove espansìoni, quindi bonifiche di territori ed ricerca di nuove tecniche agricole: la rotazione triennale, l'aratro pesante ecc.
Nel Basso Medioevo l'economia si può definire "Cortense", ovvero legata alla Corte, al feudo, all'abbazia o al castello.
Da queste nuove "istituzioni" si passò alla nascita dei comune, nel 1100 d.c. Con la nascita dei Comune sì verificarono due cambiamenti fondamentali: una maggiore mobilitazione della popolazione e una serie di cambiamenti sociali che determinarono l'ascesa di un nuovo ceto sociale: la Borghesia.
L'Alto Medioevo si conclude simbolicamente nel 1492, con la scoperta dell'America.
Questo periodo storico rimane comunque un punto di riferimento per tutti, infatti alcuni testi letterari come "Don Chisciotte della Mancha" e tanti altri narrano le storie e le gesta di risoluti ed eroici cavalieri che combatterono per la difesa dei codice d'onore, colpendo con la loro lancia l'ingiustizia.
Bacchiega Fulvio
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Storia di un cavaliere
Nella vaste valle di Palàncar, nella quale valorosi condottieri si sono dati battaglia, è giunto il giorno della terza giostra dedicata alla contessa Shafira di Elsmerà.
La giostra dei cavalieri viene effettuata nella vasta vallata tra una distesa di alberi secolari e immense praterie, dominate da potenti feudatari.
Alla giostra potranno partecipare soltanto conti e marchesi; il vincitore riceverà in dono la mano della contessa. Il torneo si svolgerà in tre diverse gare: la prima, che‑ selezionerà i partecipanti, è il tiro con l'arco, ci sarà poi lo scontro a cavallo, ed infine il combattimento con la spada che decreterà il vincitore.
Roran stava eseguendo insieme al suo aiutante alcuni esercizi fisici e mentali, per trovare la giusta concentrazione. Finiti i consueti allenamenti, Leon portò la meravigliosa armatura e la spada zan'roc, donatogli al suo cavaliere durante l'investitura; pronto per combattere, Roran entrò nell'arena e fu accolto dalle grida degli spettatori sulle trìbune, ma i suoi occhi si posarono su Shafira e, nel vederla, senti un tuffo al cuore.
Il cavaliere aveva combattuto dure prove per arrivare fino a quel punto e certo non voleva arrendersi ora.
Durza, lo sfidante, entrò dalla parte opposta e i rispettivi scudieri portarono i puro sangue sellati e bardati ai due condottieri. I due sfidanti si recarono al centro dell'arena, si scambiarono i convenevoli, poi tornarono ai loro rispettivi posti; al cenno della contessa, entrambi diedero un colpo alle briglie dei loro cavalli, i destrieri impennarono e incominciarono a galoppare.
Durza impugnava una lancia, con essa riuscì a colpire il braccio di Roran, subito il cavaliere senti una dolorosa fitta e l'onda d'urto lo travolse gettandolo a terra. A quel punto cercò di rialzarsi e, con dolori atroci, riuscii ad estrarre la sua spada dal fodero impreziosito da ricche decorazioni, la folla era in delirio ma i due erano ormai allo stremo delle forze. Durza, con un veloce attacco, cercò di colpire Roran ma egli lo contrastò.
Il quel momento però il cavaliere senti cedere il braccio già ferito, l'argentata lama dì Durza lo colpi e affondò nel suo petto.... capi che non era più in grado di combattere, ma non perse la speranza: la folla ammutolì e Roran impugnò così zan'roc, la scagliò e travolse Durza, colpendolo al cuore. Roran vide negli occhi dei nemico la sconfitta, sapeva di aver vinto, ma le forze lo lasciarono ... gli spettatori sullo spalto lo acclamarono vincitore, Shafira nel vedere la morte dei suo condottiero, scoppiò in lacrime.
Roran così mori, con un freddo colpo al petto, ma con il calore nel cuore per essere diventato un eroe.
Matteo Cerri
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Due epoche lontane ma forse molto simili
Il Medioevo ... epoca buia ... ma anche epoca magica ... ai tempi si che la morale valeva qualcosa!
Precisiamo: io non sono uno che parla a vanvera; conosco ciò che dico!
Eh sì ... la vita mi ha riserbato tante cose ... troppe forse per quel povero vecchio che sono diventato.
Ma non è sempre stato così: un tempo ero un giovane aitante e affamato di avventure; volevo salvare principesse e uccidere draghi ... e invece mi trovo a scontare la mia vecchiaia in un buio appartamento di Milano.
Milano? Sì, una volta era la grandissima Mediolanum ...
Non chiedetemi cosa sia successo, passo giornate intere a cercare di darmi una spiegazione.
Un momento cavalcavo il mio purosangue, nero come il carbone, per le valli erbose della Francia, e un momento dopo mi ritrovo qui, circa mille anni dopo.
Magia? Miracolo? Casualità?
Esattamente oggi, il 28 Marzo 2007 sono 50 anni che sono qui.
50 lunghissimi anni, mezzo secolo.
Sono ormai un vecchio, un vecchio pazzo.
Nacqui da una famiglia di contadini e servi della gleba e fin da piccolo iniziai a darmi da fare per aiutare mia madre, presto rimasta vedova, a sfamare i miei fratelli.
Fu quando ella morì che venni mandato a stare da un nostro lontano parente, che se la cavava piuttosto bene: aveva numerosi possedimenti, e poteva permettersi la vita da cavaliere.
Seguii subito le sue orme: ero attratto dall'onore e dalla morale di questi personaggi.
Difendere gli oppressi, lottare per la giustizia, salvare vite ... io, Arduino da Villoresi fui nominato cavaliere nel 1168 a soli sedici anni.
Presto scoprii che l'etica che distingueva noi cavalieri era solo una bella facciata, "e là dove il cavaliere vedeva coraggio e vigore, in realtà vi era soltanto aggressione, incendio, omicidio".
Mi impegnai e cercai di rispettare la cosiddetta morale cavalleresca, io ero stato povero, sapevo cosa significava stare dall'altra parte.
Forse proprio per questo mi è stato dato di conoscere il futuro: il 200 secolo non era poi così diverso dal Medioevo.
Qui, in questa società che si definisce civile ed evoluta, non noto molte differenze dal "buio ed oscuro" Medioevo.
L'unica diversità é che nel duemila i sottomessi non hanno più nessuno in cui riporre fiducia; non hanno più qualcuno che almeno idealmente li difende : non ci sono più cavalieri. Perfino la Fede in Dio ormai sta svanendo, l'uomo crede di essere il fine di se stesso, crede di bastarsi da solo.
Ho visto molte cose, ne ho vissute altrettante: un uomo solo non ha potere se non ha Dio dalla sua parte.
Questo secolo è molto più tenebroso di quello in cui vissi l'altra parte della mia vita, è travestito da periodo luminoso e florido, periodo in cui nulla è nascosto grazie ai massmedia ...
Scrivo queste memorie per lasciare speranza, per impedire all'umanità di rassegnarsi, per far sì che ci sia sempre qualcuno che lotti per la giustizia.
Abbiate il coraggio di lottare e combattere per i vostri ideali.
Che abbiate un cavallo o un motorino, una spada o la semplice forza di volontà: siate i cavalieri dei vostri tempi.
Arduino da Villoresi
Castelli Susanna
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L'iniziativa Legambiente
Durante quest'anno scolastico, noi della classe 2^E abbiamo aderito al progetto "NONTISCORDARDIME” organizzato da Legambiente.
Lo scopo di questa iniziativa è migliorare le qualità dei nostro luogo di lavoro, cioè la scuola, e sensibilizzare i giovani al mantenimento e al rispetto dell'ambiente circostante.
Il progetto era diviso in tanti concorsi, tra cui "Adottiamo un'aula", che consisteva nella pulizia e decorazione di un'aula.
La nostra classe ha aderito a quest'ultimo concorso, nominandosi responsabile dell'aula 202.
I gruppi a cui era stata assegnata la decorazione hanno deciso di riverniciare l'armadio, ma dato il numero elevato di progetti, i ragazzi hanno assegnato ad ogni progetto altri armadi di altre aule.
I progetti sono stati realizzati durante le ore di discipline pittoriche e organizzati in fascicoli, fino a concludersi con una tavola da presentare alla giuria.
Per controllare lo stato di pulizia sono stati nominati due responsabili, che si sono resi disponibili ad aiutare i bidelli nel mantenimento dell'ordine della classe.
Il giorno 24 marzo gli sforzi degli studenti sono stati finalmente ripagati con un buffet e la premiazione.
La nostra classe è stata la più premiata e la giuria ha dovuto riconoscere la grande partecipazione di tutti noi, professori compresi.
I vincitori hanno ritirato con molta emozione i vari premi e poi sono andati a rifocillarsi al buffet.
Questo era davvero ricco e fantasioso: oltre a tante torte golose c'erano anche le chiacchiere azzurre e arancioni, ma la cosa straordinaria era che tutte queste leccornie erano state preparate e confezionate da altri studenti.
Con questa giornata non si è concluso un ciclo, anzi, con questa iniziativa si è voluto spronare tutti a fare di più, perché l'ambiente siamo noi, quindi, dobbiamo rispettare noi stessi per vivere bene.
Laura Balestrieri
Sabrìna Cozza
Valentina Gad Meleaka
Chiara Rotella
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Il concerto di musica medievale
Nel programma di storia di quest'anno è compreso lo studio dell'epoca medievale. Così la nostra classe ha avuto l'opportunità di partecipare ad una lezione‑concerto sulla musica medievale, tenutasi giovedì 19 aprile.
Lo scopo di questo incontro era poter approfondire le nostre conoscenze sui generi musicali, gli strumenti e le figure più importanti della musica medievale.
La lezione si è svolta grazie anche all'utilizzo di diapositive, che raffiguravano delle miniature riguardanti l'argomento di cui si stava trattando in quel momento.
Il gruppo che suonava aveva anche un oratore, che spiegava le varie diapositive, e di un cantante. Questi si è esibito in un canto gregoriano, assieme ad altri due colleghi in coro, all'inizio della presentazione dimostrando grande bravura. Gli altri canti eseguiti riguardavano i canti popolari, i canti popolari fiorentini e quelli degli studenti universitari.
Gli strumenti presentati, attraverso una spiegazione teorica ed una esibizione, erano: liuto, tamburello, viola, arpa, cornamusa, ciandrella, flauto ed altri strumenti a fiato.
Lo strumento che mi ha affascinata di più è stato il tamburello. Grazie a tre studenti, il musicista ha dimostrato tre delle prime reazioni che si hanno quando si ha tra le mani un tamburello, rompendo definifivamente il ghiaccio con un po' di ironia. Non pensavo che la tecnica per suonare questo strumento avesse tante sfumature e fosse tanto difficile.
Questo strumento era tipicamente suonato dalle donne perché rappresentava il sole, quindi la fertilità, e poteva creare diversi ritmi; proprio per questa sua proprietà veniva utilizzato nei balli popolari femminili.
L'esibizione che ha creato più stupore è stata quella di due flauti suonati contemporanea mente dallo stesso musicista.
Quando ci avevano detto che ci sarebbe stata un' esecuzione simile eravamo piuttosto scettici, ma ci siamo dovuti ricredere.
Osservando i vari strumenti abbiamo riconosciuto alcuni degli strumenti moderni, come la chitarra e il violino. Gli strumenti medievali possono essere considerati gli antenati degli strumenti attuali.
Le figure più importanti nel medioevo erano i trovatori, i giullari, i crociati e gli studenti.
I trovatori stavano al servizio dei nobili e componevano opere da dedicare alle amanti dei loro signori, ma questo comportava una condizione: il musicista doveva provare un amore vero e sincero per la dama, altrimenti la poesia non sarebbe venuta bene, una cosa che oggi è inconcepibile.
I giullari erano acrobati, musicisti e vagabondi; per questo ultimo difetto erano spesso perseguitati dalla chiesa, ma erano solo persone tuttofare che prestavano servizio ai signori per un certo periodo.
I crociati componevano canzoni con lo scopo di reclutare nuovi soldati nell'esercito da inviare in terra santa.
Gli studenti invece cantavano per lavoro nelle chiese, insieme ai frati, ma hanno anche lasciato canti che parlavano delle osterie e dei vino, ironizzando sul lavoro dei frati.
Credo che gli obiettivi di questa lezione siano stati raggiunti e che tutti abbiano dimostrato un certo interesse.
L'esperienza è stata positiva perché abbiamo potuto conoscere e confrontare il medioevo con il presente, e si potrebbero realizzare altri incontri, ma su periodi storici diversi, in modo da completare l'evoluzione degli strumenti musicali insieme al completamento dei nostro passato.
Laura Balestrieri
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Tra verde e azzurro
Mi sdraio sull'erba,
chiudo gli.occhi
cip cip ...
la primavera si fa sentire.
Al tramontare dei sole
il cinguettio
mi invade la mente.
Sotto di me il vento soffia
e fruscia fra l'erba,
accarezzandomi la pelle.,
Miao
Ancora un suono.
Apro gli occhi.
Un gattino
che giocoso insegue una farfalla,
miagolando,
come un bambino
felice
gioca con un giocattolo.
Chiudo gli occhi
Miao
Cip cip
Cip cip
Miao
E infine
Silenzio
Z z z z...
Ornaghi Valentina
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IL Buio
Cammini lento e ormai stanco,
ferito e deriso dai tuoi molti anni.
E' da molto troppo tempo che tu cerchi
invano di calpestare la tua ombra...
Come la tua nascita è rimasta nel silenzio,
anche la tua morte si spegne nell' ignoto.
Matteo Cerri
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La Tua Voce
Il tuo canto è come un manto,
che ricopre e rimuove ogni mio
dolore, che pervade e mi circonda
senza alcuna via d'uscita.
Matteo Cerri
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Primavera
All'ombra di un salice in riva al mare,
mi ritrovo ad ascoltare il sussurrar
delle onde al tramontare.
Il vento soffia leggero
E vola leggiadro...
... mi parla sincero,
e mi svela turbato i suoi
mille segreti
in cielo danzan nuvole
costruite di sogni,
scrivendo parole
allo splender del sole.
Lo scrosciar dell'acqua,
il cantar delle cicale
e il cinguettar, sono tali
che di una freschezza
e di una gioia mi pervadono
il fiorir della natura in tutta la sua bellezza,
la beltà sua,
e la prodezza di questa Primavera
il cuor mio
riempie di dolcezza.
Urrazza Beatrice
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Questo pensiero
Mente colma di pensieri
Rumori, rumori, e ancora rumori
Guardo fuori e lo sento:
è il vento, non lo vedo,
ma lo percepisco.
Shhhh … shhhh ... shhhh
Foglie ribelli che ‑senza regole
Vanno alla ricerca di felicità...
Shhhh ... shhhh ... shhhh
Pum, sband, crashhhh
Porte sbattenti e suoni imponenti
Il vento.accompagna
Tante vite fuggenti.
Vite diverse, esperienze diverse,
ma soprattutto pensieri diversi:
il mio, è ingombrante, fastidioso,
prepotente e presuntuoso...
torna il vento:
shhhh ... shhhh ... shhhh
e senza rumore cattura
questo mio pensiero:
il pensiero che rivela
ciò che io ero.
Martina Zinetti
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Mare in tempesta dentro di me
Mare in tempesta dentro di me,
In un grande e immenso blu.
Tempesta grande, fuori dall'oceano,
dentro e fuori dall'anima, così
di immenso dall'anima esce, per
me. Blu oceano, così, per sempre
Balestrieri Laura
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io sono
io sono pioggia
Che cade fitta,
curiosa di toccare la terra intimorita.
io sono sole di primavera
1 Che frettoloso,
cerca volti da illuminare.
io sono mare in tempesta
Che rabbioso pretende rispetto.
io sono lacrime amare
Che, prepotenti
Creano solchi infiniti.
io sono sorrisi splendenti
Che non temono i periodi oscuri.
io sono vita
Che va vissuta tutta fino in fondo.
io sono amore:
ma quell'amore che non si può dimenticare.
io sono una che è!
Martina Zinetti
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Carlo Cassola: La ragazza dì Bube
Tra i libri letti quest'anno a scuola, a colpirmi maggiormente è stato "la ragazza di Robe''; di Carlo Cassola.
Narra la storia di un affetto sognante e lontano, tra Marta, giovane ragazza di campagna e Arturo, chiamato Bube, ex partigiano costretto a fuggire in Francia dopo aver ucciso un maresciallo e il suo figlioletto.
Questo libro è ambientato in Toscana nel dopoguerra, e ben esprime la realtà di quei luoghi poco abitati, dove gli abitanti si occupano dei campi, dei pettegolezzi sui compaesani e, perché no, di politica.
Anche il periodo storico traspare direttamente dalle vìcende dei personaggi, poiché essisono proprio. inseriti attivamente negli avvenimenti dei tempo.
Mi è piaciuto leggere questo libro perché i sentimenti di Mara, il suo carattere "peperino" ma paziente, la sua maturazione da ragazzina maliziosa che vuole che Bube le regali, un paio di scarpe costose, a donna consapevole dei proprio destino, che viaggia per chilometri in treno per andare a trovarlo, rassegnata, ma mai fino in fondo, si percepiscono lungo tutto il racconto.
Questa sua crescita ínteriore è molto vicina alla nostra vita, nonostante i nostri destini siano tanto diversi.
Mara è un personaggio motto realistico e ben studiato, mi riconosco in lei; una sognatrice camuffata da sarcastica realista, che rinuncia a ciò che le si prese nta davanti perchè spera di ottenere sempre qualcosa di più: che non si accontenta mai.
Anche Bube ha un carattere vero e ben definito; è impulsivo e distaccato, ma in fondo un tenerone che si lascia trasportare dagli avvenimenti e dal giudizio altrui.
Difatti nella sua vita egli si fa sempre manovrare dagli altri, facendo ciò che sì aspettano da lui, pagando poi sulla propria pelle le conseguenze: solo allora prenderà coscienza di ciò che ha fatto: non solo a se stesso, ma anche a Mara.
Lei decide dì aspettarlo e rimanergli fedele per anni, mentre lui è prima in Francia e poi in prigione, perché forse in fondo le piace un amore così:, basato sui bei ricordi e sui sogni, mentre magari la spaventerebbe un amore costante e vicino.
Infatti, quando lui le chiede di raggiungerlo in Francia ella rifiuta.
All'arresto di Bube, Mara decide di fare la cosa giusta, non per lei, ma per il suo innamorato: stargli accanto, rendendo la propria vita un continuo sacrificio‑, sa che così egli avrà una speranza nel buio della prigionia.
Anche tutti gli altri personaggi hanno un carattere ben definito: ognuno ha la sua psicologia e il suo mondo di affrontare la vita.
li padre di Mara è un operaio a cui piace bere, scherzare e "giocare alla politica"; la madre è silenziosa, riflessiva, distaccata ma presente; la cugina Liliana è chiusa, bigotta e. acida ma Mara si diverte a stuzzicarla.
E così via, ognuno è una persona vera, reale, che potremmo incontrare comunemente per la strada.
Il racconto è costantemente pervaso da un alone di malinconia e consapevolezza che guida Mara ad affezionarsi a Bube. E quest'ultimo ad imparare ad amare.
E' un libro molto bello, sia dal punto di vista letterario che storico, capace di far provare forti emozioni, immedesimandosi nei personaggi che sono gente comune, che provano sentimenti veri, come noi.
Castelli Susanna
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Marina Giovannelli: le fanciulle dei mito
Leggendo il libro le fanciulle dei mito" si può notare un aspetto comune in tutti i tre racconti, tratti e rielaborati da tragedie greche.
Le tre storie, ambientate nell'antica Grecia, narrano di tre fanciulle che ad un punto del racconto devono prendere una decisione cruciale per la loro vita.
Questo " grande dubbio" si basa sulla contrapposizione ideologica tra i loro sentimenti e le autorità, rappresentate dal potere politico.
Tutte e tre si sentono sole contro la società, che vuole imporre loro una sorte (come Ifigenia) o una scelta (come Antigone e Cassandra).
Cassandra e Antigone, inoltre, vengono emarginate dalla società perchè ritenute una eretica e l'altra disertríce della legge.
Il destino di tutte e tre è comune: la morte.
Ifigenia muore per l'onore dei padre e della sua famiglia Cassandra, invece, muore perché non creduta dai troiani, essendo ritenuta pazza. La storia di Antigone sì basa sull'amore per il fratello, morto. e abbandonato fuori dalla città, e l'ordine dell'autorità di non seppellirlo.
La sua morte è provocata dalla decisione di disobbedire alla legge e di seguire il suo cuore, in questo modo viene murata viva e per la disperazione si suicida.
Cassandra e Antigone, rispetto ad Ifigenia, vivono momenti di prigionia e disperazione. Ifigenia, secondo me, invece muore "soddisfatta" di rendere onore alla propria famiglia.
Da questo libro si può capire come venivano considerate le donne nella società greca: spesso erano sottomesse al volere dell'autorità.
Molte non si ribellavano (come Ifigenia), altre si opponevano (come Antigone). Spesso però venivano considerate e ritenute pazze,come nel caso di Cassandra.
Credo però che tutte avessero un grande dubbio e questi, riportati nel libro, sono tre esempi di coraggio nel seguire le proprie scelte e sostenerle, anche a costo della morte.
Squaiella Caterina
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Lorenza Mazzetti: il cielo cade
Penny è una bambina che, rimasta orfana, va a vivere con la sorellina a casa degli zii.
La storia si svolge nella prima metà del '900, durante il dominio fascista ele persecuzioni semite da parte dei tedeschi.
La famiglia dello zio è di origini ebraiche e vive in una grande villa, nelle campagne dei centro Italia.
Lo zio è ricco ed intellettuale, e nonostante le sue origini ebree è in buoni rapporti con i generali tedeschi, infatti spesso truppe militari alloggiano nella sua sontuosa villa.
Penny e sua sorella Baby vivono questa situazione come se fosse un gioco, diventando buone amiche di alcuni soldati.
La vita delle bambine si scandisce tra la scuola, la catechesi e gli incontri nel bosco con gli amichetti.
La visione della realtà da parte di Penny è distorta e, infatti, vede tutto come un gioco, senza rendersi conto dei pericoli imminenti.
E' ossessionata da alcuni personaggi religiosi e politici, infatti, paragona spesso il duce a Gesù, ma per lei l'ossessione più grande è l'amore per suo zio.
Pensa di doverlo salvare dall'inferno, con i suoi fioretti talvolta esagerati, perchè suo zio è ebreo e non crede in Cristo.
Alla fine dei libro, che per la maggior parte dei tempo racconta la vita quotidiana di Penny la famiglia dello zio viene sterminata tragicamente.
Si salvano solo Penny e Baby, poiché non hanno origini ebraiche.
Questo libro ci è stato consigliato dalla nostra prof, per capire meglio la realtà di quel periodo, non dal solito punto di vista, ma da un punto di vista fresco, nuovo e sotto molti aspetti ingenuo di una bambina.
Leggendo questo libro abbiamo capito come sia importante crescere e imparare secondo un'educazione libera, per riuscire a vedere la realtà in modo oggettivo, senza che nessuno ci influenzi con idee false o addirittura malsane.
Abbiamo riflettuto su questa storia, nonostante all'inizio la ritenessimo scontata e banale proprio questo è servito a renderci il finale inatteso e sconvolgente.
Il messaggio ci è giunto, infatti, più diretto e ci ha toccato nel profondo.
E' possibile portare tanta cattiveria e odio ad un' innocente bambina?
Squaiella Caterina
Castelli Susanna
Testoni Elita
Vitali Sana
Moschini Beatrice
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